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# E non sentirlo 🎂
- URL: https://www.culturewars.it/anniversario-musk-balenciaga/
- Published: 2022-12-02T06:40:08.000Z
- Updated: 2023-08-22T21:15:50.000Z
- Description: Culture Wars ha 12 mesi: aiutami a migliorarla, dai, non facciamo la fine di Twitter o Balenciaga.
- Author: Davide Piacenza
- Tags: Annunci, Twitter/X

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Era il 3 dicembre 2021, e il qui presente Davide Piacenza inviava a poco più di un centinaio di fortunelli la [prima edizione](https://www.culturewars.it/ue-natale-giuseppe-maria/) di questa newsletter, dedicata alla stramba fissazione della destra per un’innocua circolare terminologica dell’Unione Europea. Non si sa come ma da quel giorno sono passati dodici mesi, e i fortunelli sono diventati 1600.

Che dire, se non “grazie, pubblico”? Beh, forse che ho approntato un [sondaggio](https://it.surveymonkey.com/r/K2QWRSD?ref=culturewars.it) per tirare le somme di questo primo anno insieme: spero lo userai per dirmi che ne pensi di Culture Wars, su cosa può migliorare e cosa può fare più spesso (bastano trenta secondi, ho cronometrato).

[![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2022/12/2.png)](https://it.surveymonkey.com/r/K2QWRSD?ref=culturewars.it)

Intanto, questa settimana mi sono imbattuto nell’ennesima dimostrazione della tossicità di un signore di cinquantuno anni, incidentalmente l’uomo più ricco del mondo: Elon Musk. E poi sono anche rimasto a bocca aperta di fronte a come la pubblicità di un marchio di alta moda ha rilanciato le cattedrali di paranoia più in voga tra i nuovi reazionari digitali. Ma andiamo con ordine: prima Musk.

Intendiamoci, per capire che il miliardario sudafricano non sia in buonissima fede basta dare un’occhiata a quel che posta sulla piattaforma di cui è il nuovo dominus, Twitter: dallo scorso 23 novembre ha [sospeso](https://twitter.com/justin%5Fhart/status/1597456530500354049?ref=culturewars.it) la policy anti-disinformazione a tema Covid del sito; si è attardato in pressoché qualsiasi tipo di trolling per mettersi in mostra, facendo finire [fra i trending topic](https://twitter.com/jsrailton/status/1586723108005842948?ref=culturewars.it) il trumpianissimo soprannome «Chief Twit» a coronamento dei suoi sforzi; e, proprio come Trump, attacca ormai [incessantemente](https://twitter.com/elonmusk/status/1595108806534406144?ref=culturewars.it) tutto ciò che è progressista e in odore di media mainstream.

Un [articolo](https://theintercept.com/2022/11/29/elon-musk-twitter-andy-ngo-antifascist/?ref=culturewars.it) di The Intercept analizza come il nuovo corso di Twitter stia agevolando attivamente l’estrema destra, riammessa sulla piattaforma dopo l’[amnistia](https://www.cnbc.com/2022/11/24/elon-musk-says-twitter-is-granting-amnesty-to-suspended-accounts.html?ref=culturewars.it) voluta da Musk: tra le altre cose il social ha appena sospeso indefinitamente il profilo di Chad Loder, ricercatore di sicurezza e antifascista che col suo lavoro ha portato all’identificazione di un estremista di destra che ha aggredito un poliziotto durante l’assalto al Congresso americano del 6 gennaio 2021.

Loder non è l’unico a cui è toccata questa sorte: dozzine di altri profili di giornalisti e attivisti progressisti sono spariti nel giro di qualche settimana, sfruttando la scomparsa del team di Twitter che – prima di licenziarsi in massa, accusando il nuovo proprietario di gestire l’azienda [in modo dittatoriale](https://news.sky.com/story/twitter-is-not-safer-under-elon-musk-and-he-has-made-alarming-changes-to-site-former-exec-warns-12758375?ref=culturewars.it) – si occupava di evitare quelle che le policy definivano «manipolazioni della piattaforma». Musk stesso, peraltro, non fa mistero di intendersela molto con personaggi e [post](https://twitter.com/mattyglesias/status/1596179552233226241?ref=culturewars.it) dai connotati più che ambigui, che fanno della lotta senza quartiere alla sinistra *woke*, quasi sempre resa il Male assoluto,una ragione sociale.

E pensare che il signor Musk si era presentato – e ancora si presenta, assurdamente – come garante del «*free speech*», e appena un mese fa [prometteva](https://twitter.com/WIRED/status/1586139528389181441?ref=culturewars.it) che Twitter sotto il suo regno avrebbe avuto un «consiglio di moderazione dei contenuti con punti di vista ampiamente diversi», per non scontentare nessuno.

La verità è che della «libertà di espressione» a Musk, Trump e relativi sostenitori non importa granché: la useranno come bandierina fintanto che gli farà comodo (e quando si viene sospesi da una piattaforma che proibisce, seppure in maniera migliorabile, discriminazioni e discorsi d’odio, fa comodo di certo), poi la getteranno via.

Il problema è che, nel frattempo, per tante persone che passano troppo tempo online il concetto stesso diventerà una foglia di fico reazionaria: a che ci serve, questo *free speech*? A permettere a un miliardario di fare comunella coi razzisti?

E ora come ora, come si fa a spiegar loro che la libertà di per sé non è un meme, una *red flag* o il sottoprodotto delle derive del capitalismo digitale, né, come diceva Gaber, «star sopra un albero»: libertà, per l’appunto, «è partecipazione».

Alla festa di compleanno di otto anni del vispo bambino Elon Musk partecipano soltanto i suoi amichetti più stretti, che incidentalmente fanno tutti i ruttini senza mettersi la mano davanti alla bocca e sono dispettosissimi: niente male per la piazza comune digitale su cui, a dire dello stesso festeggiato, si sarebbe dovuto costruire «il futuro della civiltà».

## **Altre news dal fronte**

![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2022/12/sadomaso.jpeg)

- Ti invito caldamente a cercare «Balenciaga» [su Twitter](https://twitter.com/search?q=balenciaga&src=typed%5Fquery&ref=culturewars.it) in questo momento: perché non appaiono foto di capi e calzature stravaganti ma discorsi sulla – uh – *pornografia infantile*? È presto detto, e c’entra la fissazione pluridecennale dei reazionari più complottisti per il grande tema del (mai verificato) sfruttamento dei bambini operato da una sinistra malvagia e priva di scrupoli, una grande chiesa cospirazionista che va da Bibbiano al [Pizzagate](https://www.iltascabile.com/societa/un-anno-di-pizzagate/?ref=culturewars.it). Il brand di alta moda ha cercato di fare ciò che cercano di fare tanti poveretti del suo settore, cioè di «osare» sempre e comunque, e «osando» ha diffuso gli scatti di una campagna marketing che raffigurano una bimbetta con in mano un orsacchiotto che veste... sadomaso? Esattamente, *what-the-fuck*. Fatto sta che la destra internazionale ci si è buttata a pesce, e da [Tucker Carlson](https://twitter.com/ColumbiaBugle/status/1594869537144336384?ref=culturewars.it) su Fox News fino ai matti di Twitter (non che fra i due poli intercorra troppa differenza, si intende) troverai centinaia di migliaia di like accordati a [pacatissimi utenti](https://twitter.com/LayahHeilpern/status/1595765362624270336?ref=culturewars.it) secondo cui chi veste Balenciaga «promuove la pornografia infantile e va cancellato». E meno male che a «cancellare» erano quegli altri. Io, in ogni caso, per fortuna sono troppo squattrinato per promuovere alcunché;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- C’è la Wellcome Collection di Londra che ha vinto il Wokolino d’Oro (premio la cui esistenza ho appena inventato per il tuo sollazzo) con un [thread](https://twitter.com/ExploreWellcome/status/1596091202381975552?ref=culturewars.it) spiazzante che, in mezzo ad alcune riflessioni legittime, sostanzialmente dice che un museo è intrinsecamente razzista (ma anche cose più [lunari](https://twitter.com/s8mb/status/1596880839711002630?ref=culturewars.it));

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- L’impero romano? Mai esistito: è stato un’appropriazione culturale dei popoli indigeni europei orchestrata dalla Chiesa, almeno [secondo questa qui](https://twitter.com/MildlyAmused/status/1594036375178944520?ref=culturewars.it).

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