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# A Natale non rieducare la nonna 🎄
- URL: https://www.culturewars.it/contro-la-rieducazione-natalizia-della-nonna/
- Published: 2022-12-24T20:57:04.000Z
- Updated: 2023-08-22T21:17:10.000Z
- Description: Se durante il cenone pensi di una mite vecchina «è una Terf da stanare», getta via lo smartphone.
- Author: Davide Piacenza
- Tags: Generazioni, Polarizzazione

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È tutto pronto: ci sono i bicchieri delle occasioni speciali, i tovaglioli rossi un po’ kitsch, quello zio taciturno che non vedi da due anni perché alla scorsa tornata aveva l’influenza e qualche stuzzichino già pronto sulla tavola. 

È Natale, e *a Natale puoi*, recita il celebre adagio pubblicitario. Eppure durante le Feste, quando ci si ritrova fianco a fianco con mamme, papà, fratelli, sorelle, nonni e zii, ci sono anche alcuni “non puoi”: c’è chi “non può” parlare di politica, chi preferirebbe evitare di toccare l’argomento figli, quelli che non si vorrebbero mai trovare a dover spiegare che lavoro fanno, quegli altri – i meno fortunati – a cui capita persino di dover giustificare scelte di vita e relazioni amorose.

La conosci, quella delle famiglie felici che si somigliano tutte, e delle infelici ognuna a modo suo, no? Sì, perché è famosa in quanto scritta da Tolstoj e in quantomolto azzeccata: le Feste per tanti e tante sono una piccola prigione che dura qualche giorno di fastidio e indigestione, ma nei casi peggiori addirittura di abuso o confronto con realtà di provenienza disgraziate.

Da qualche tempo però quello dei pranzi e delle cene coi parenti è diventato un topos socialmediale a sé stante: prova a fermarti a contare quanti post hai letto in questi giorni sul dover condividere un capitone con uno zio che ha votato Meloni, o sul trovarsi ad affrontare un cotechino con lenticchie davanti a un cugino indiscreto che ti chiede quando farai finalmente un figlio. Quanti sono? Inizio a rispondere io: *tantissimi*.

Come detto, di prevaricazioni sulle tavole natalizie ne avvengono per davvero. Ma salvo casi particolari e più che spiacevoli, di norma si tratta di sedersi su una sedia e mangiare, magari chiudendo un orecchio di fronte a qualche sciocchezza legata a opinioni molto discutibili e già note del parentado. Eppure a leggere Twitter e Instagram, ormai, sembra che tornare a casa per Natale equivalga a partire per combattere la più terribile delle guerre.

Mi ha colpito un [post](https://www.facebook.com/thePeriodoff/posts/pfbid0KoKJKTiZHsA8fE2tsLMWhv4tRwRU9CWJfWPUQb9S8CrDMv9sJBqPgmnUCNND1Khvl?%5F%5Fcft%5F%5F[0]=AZVu6bAo3VzjfyPb1oPr0WIkqEnAly%5F4kBWT9gSDWCyC1ZCEOGfJkfbrDDWZR6H4h-8gahlcR8EUrQ959FcYaQz7X9J2mjYC-T0eoHKThVPRUiiydCHwuVd8Pn44BLzVPsUXelf9cNVX63ySFXihDLcBvGTG-x%5Fzo0TUiSX%5FfyZZRuZrwelV8-heZ4fmqXby5FM&%5F%5Ftn%5F%5F=%2CO%2CP-y-R) della newsletter femminista thePeriod che rilancia un gioco inventato dalla suddetta, di per sé anche simpatico: si ottengono punti «affrontando argomenti scomodi (e femministi) con amici e parenti durante le feste». E dunque, tra le altre regole di ingaggio:

![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2022/12/thep1-1.jpeg)

![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2022/12/thep2.jpeg)

![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2022/12/thep3.jpeg)

Ora: per carità, se vuoi sfidare a duello tua madre sui peli ascellari o far venire un infarto a tua nonna *to make a statement*, io non sono nessuno per farti cambiare idea. Però due cose mi sento di dirtele, e riguardano un approccio diventato riconoscibile: questa discreta tracotanza che vuole piegare con pervicacia ossessiva ogni anfratto del reale alla sua prospettiva elevata, superiore, inattaccabile.

Per cominciare, che tristezza questa grandinata di post pre-natalizi scritti dalla prospettiva dell’eroe che torna al paesello o alla casa genitoriale una volta l’anno in visita evangelica. Che tristezza presentarsi non come il figlio o il nipote da sempre benvoluto e sostenuto che – quando possibile – chiude un occhio di fronte ai difetti e agli anacronismi di ognuno, ma come il missionario mandato dal dio del Giusto per educare dei selvaggi e accompagnarli a una sommaria espiazione dei peccati.

Non è sempre così, ma in tanti casi assai comuni quei «selvaggi» hanno a loro volta tollerato le mancanze e i difetti del rivoluzionario ora inorridito dal dover condividere un’insalatina di rinforzo col loro oscurantismo retrogrado, svezzandolo amorevolmente, e magari gli pagano ancora l’affitto del bilocale a Milano.

Se sedendoti accanto alla cara e mite nonnina che ti ha cresciuto e hai visto l’ultima volta dodici mesi prima riesci soltanto a pensare: «Adesso ti faccio vedere io come si sta a tavola, maledetta *Terf*!», beh, davvero, cerca aiuto. O quantomeno getta lo smartphone nel primo cassonetto che trovi: perché avrai anche una parte di ragione, ma per la parte restante sei terribilmente fuori strada.

Un punto molto importante è che di quel che pensa tua nonna dei peli ascellari e di motti dell’attivismo online come «*trans women are women*» dovrebbe importarti il giusto. E non perché tua nonna meriti uno speciale salvacondotto morale, ma perché il mondo in cui vivi lo stai costruendo *tu* (come lei, a suo tempo, ha costruito il suo).

Se credi di poterne generare uno migliore atteggiandoti a inflessibile sacerdote moralizzatore che lascia da parte l’insalata russa per inchiodare il settantaseienne zio Franco alle sue mancanze, insomma, sai come si dice in questo periodo: tanti auguri!

## **Altre news dal fronte**

> No woke Santa this year :) [pic.twitter.com/NRb8801w78](https://t.co/NRb8801w78?ref=culturewars.it)
> 
> — Ryan Walters (@ryanmwalters) [December 22, 2022](https://twitter.com/ryanmwalters/status/1606012500599664640?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=culturewars.it)

- In che senso, scusa? Cosa sarebbe un «*woke Santa*»?

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Molto, molto giusto [ciò che si dice](https://twitter.com/OizaQueensday/status/1605843313642409987?ref=culturewars.it) qui;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- In due parole, perché penso che [questa](https://twitter.com/DM%5FDeluca/status/1604408472673599488?ref=culturewars.it) sia un’opinione fuorviante, spiegato come lo spiegherei a una persona cara: la «minaccia alla correttezza del dibattito pubblico sui social» sono i social stessi, anzitutto (i motivi li hanno ripetuti fior fior di penne, ma la mia preferita è sempre quella di Jaron Lanier nel suo *[Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social](https://www.ilsaggiatore.com/libro/dieci-ragioni-per-cancellare-subito-i-tuoi-account-social/?ref=culturewars.it)*, Il Saggiatore). E poi, a meno di non essere davvero dalla parte di Elon Musk – «parte» che è l’estrema destra, per quanto mi riguarda – in relazione a questi discorsi non si parla affatto di «studenti e persone trans», ma di loro portavoce (spesso autonominati) che orientano il dibattito nella direzione più forzata ed estremizzata, con l’imprescindibile aiuto di algoritmi ed *echo chamber* ad astrarre progressivamente dalla realtà. Non vi è dubbio che Elon Musk in sé sia un problema infinitamente peggiore di tizi ottusi che vivono troppo su Twitter, ma come sempre i problemi non sono mutualmente esclusivi, e inquadrarli solo in questa prospettiva varrà pure qualche like, ma alla fine della fiera rimane un mezzuccio strumentale e adatto al medium che lo ospita.

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![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2022/12/Call-to-action-sharing--1-.png)

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