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# Il grande attacco al progresso
- URL: https://www.culturewars.it/corte-suprema-aborto-donne/
- Published: 2022-07-01T05:40:00.000Z
- Updated: 2023-08-22T21:06:42.000Z
- Description: Dopo Roe v. Wade e l’aborto, la Corte Suprema sembra non volersi più fermare. Un problema che va oltre i confini americani.
- Author: Davide Piacenza
- Tags: Aborto, Diritti, Estrema destra

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Una settimana fa, qualche ora dopo l’uscita dell’ultima puntata di questa newsletter, un pezzo importante della libertà e dei diritti della società contemporanea si è sgretolato sotto gli sguardi attoniti del mondo: la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha smantellato la sentenza *Roe vs. Wade*, che dal 1973 garantiva il diritto all’aborto nel Paese, rimandando ai singoli Stati la possibilità di regolarsi autonomamente. La decisione, secondo chi ha fatto [i calcoli](https://www.bloomberg.com/graphics/2022-supreme-court-roe-v-wade-abortion-access/?ref=culturewars.it), ha già iniziato a sopprimere l’accesso all’aborto di 36 milioni di americane in 16 Stati.

In un’opinione convergente con quella della maggioranza, il giudice afroamericano conservatore Clarence Thomas ha [indicato](https://www.nytimes.com/2022/06/24/us/clarence-thomas-roe-griswold-lawrence-obergefell.html?ref=culturewars.it) in altre sentenze storiche i prossimi oggetti dell’azione della Corte: la *Griswold v. Connecticut* del 1965, che ha permesso alle coppie americane di acquistare liberamente contraccettivi; la *Lawrence v. Texas*, che nel 2003 ha reso incostituzionali le leggi anti-sodomia; la *Obergefell v. Hodges*, che nel 2015 ha infine legalizzato il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Insomma, potremmo essere solo all’inizio.

Che quello della Corte sia un piano reazionario [congegnato da tempo](https://www.nytimes.com/2022/06/25/us/politics/samuel-alito-abortion.html?ref=culturewars.it) che ha trovato compimento è dimostrato dal fatto che la SCOTUS, com’è detta (l’acronimo indica, appunto, la *Supreme Court of the United States*), non si è fermata all’aborto: nelle ultime ore ha emesso una sentenza che [limita](https://www.nytimes.com/live/2022/06/30/us/supreme-court-epa?ref=culturewars.it) il potere della Environmental Protection Agency (EPA), l’agenzia federale che si occupa della protezione ambientale, di mettere in campo politiche aggressive di riduzione delle emissioni, e accolto l’udienza di *Moore v. Harper*, una causa che chiede un’interpretazione estrema della Costituzione e potrebbe rendere più semplice per gli Stati ridisegnare i collegi e [interferire con le elezioni](https://twitter.com/BrennanCenter/status/1542525093984833536?ref=culturewars.it) democratiche.

> i think it’s really time we come together and limit how old a government official can be. i genuinely don’t think someone should be able to make life changing decisions for an entire country while also being old enough to have dementia
> 
> — not obamas cousin (@LilNasX) [June 25, 2022](https://twitter.com/LilNasX/status/1540488685275082754?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=culturewars.it)

In quel perenne spettacolo d’arte varia che sono i social network si è parlato dell’opportunità di appaltare decisioni di questo genere a persone così anziane da poter soffrire di demenza (ma i giudici attuali, stando alla media dei dati, hanno ancora trent’anni di permanenza davanti a loro, [dice Bloomberg](https://www.bloomberg.com/graphics/2022-supreme-court-justice-stephen-breyer-retirement/?ref=culturewars.it)). Tanti e tante hanno notato la beffa di un gruppetto di «*old white men*» che decide sulla salute e la vita di decine di milioni di giovani donne: ma anche questo dardo è fuori bersaglio. Il motivo? Beh, quelle di seguito sono due Corti Supreme degli Stati Uniti: la prima è quella che nel 1973 ha legalizzato l’aborto in America; la seconda è quella che la settimana scorsa l’ha messo fuorilegge. Giudica tu.

![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2022/06/roe-vs-wade.jpeg)

![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2022/06/supreme.jpeg)

Spot the differences.

La verità è che la riscossa reazionaria della SCOTUS è un attacco politico ai diritti – iniziato, probabilmente non a caso, con quelli delle donne – preparato e messo in campo da una macchina che lavora anche al di là dei confini statunitensi. Un articolo di Politico delinea le mosse con cui l’attivismo antiabortista americano [si sta espandendo in Europa](https://www.politico.eu/article/roe-vs-wade-us-the-european-activists-taking-inspiration-and-money-from-us-anti-abortion-groups/?ref=culturewars.it), incanalando decine di milioni di dollari di fondi stanziati da organizzazioni pro-life ed esportando portavoce e slogan.

Nel frattempo, sbaglieremmo a pensare che la sentenza sia un problema solo delle statunitensi, perché l’aborto rimane scarsamente garantito anche in Italia, dove il raggio di applicazione della legge 194 è sempre più ristretto: come ha [scritto](https://twitter.com/chiaralalli/status/1542083204093562882?ref=culturewars.it) Chiara Lalli, che si occupa estesamente del problema, «il Molise è sempre più Alabama». E, non bastasse, i dati sugli obiettori di coscienza [sono ancora pochi](https://www.associazionelucacoscioni.it/cosa-facciamo/aborto-e-contraccezione/legge-194-mai-dati?ref=culturewars.it) e chiusi.

Proprio perché l’offensiva ha messo nel mirino un gruppo sociale e politico ben definito, e già storicamente oggetto di una serie di oppressioni mirate e lungi dall’essere debellate, ho accolto con incredulità gli [inviti virali](https://twitter.com/boneysoups/status/1541454581674250240?ref=culturewars.it) di alcuni attivisti a non parlare di “*women*” nei commenti alla sentenza *su Roe v. Wade*, preferendo perifrasi che possano includere anche le persone non binarie e gli uomini trans.

Molti di questi commenti sono arrivati a decisione appena pubblicata, quando le prime cliniche cominciavano a rimandare a casa le prime donne in attesa della loro operazione, e forse ci vorrebbe un po’ più di senso di priorità e opportunità nel direzionare il proprio attivismo. Ma soprattutto, nella riduzione semantica del momento, dire “donne” ha una precisa e immediata connotazione biologica, oltre che un valore politico: una persona dotata di un utero, toccata da leggi che riguardano il suo corpo. L’identità di genere è importante a livello generale, ma in questo caso non è chiamata in causa. Non si possono subordinare cataclismi come questo a una diatriba sulla nostra precisa posizione identitaria: così facendo, non è difficile immaginare che i grandi manovratori della destra manovreranno ancora più indisturbati (anche perché Biden [non sembra aver deciso di reagire](https://www.reuters.com/world/us/biden-unlikely-meet-bold-democrat-demands-after-abortion-ruling-sources-2022-06-29/?ref=culturewars.it) a dovere, per questioni di calcolo politico).

Ne parlavo con un’adolescente di mia conoscenza, intelligente e cara, che mi diceva – con la convinzione e l’aderenza a una visione del mondo tipica dei suoi anni – che “persone con utero” include tutti e non offende nessuno, e non c’è nemmeno bisogno di discutere sul preferire il suo uso. È vero, ma le perifrasi inclusive non sempre ottengono i risultati sperati: uno [studio recente](https://t.co/7Fiou3nvIO?ref=culturewars.it) di alcuni fra i maggiori studiosi di salute femminile del mondo, per esempio, ha appena trovato che l’uso di terminologia *gender-neutral* nella ricerca medica può avere [contraccolpi negativi di rilievo sulle donne](https://thehill.com/changing-america/respect/diversity-inclusion/592335-experts-warn-gender-neutral-language-like/?ref=culturewars.it), generando una percezione di alterità e distanza.

È un mondo complicato, insomma. E uno in cui diritti che davamo per scontati fino a ieri oggi sono messi in discussione alla luce del sole. Le forze della reazione si stanno riorganizzando per sferrare attacchi sempre più chirurgici e letali ai diritti: per contenere la marea bisogna anzitutto sapere qual è la posta in gioco.

## **Altre news dal fronte**

- Cerchiamo la buona notizia nel pagliaio: ieri Ketanji Brown Jackson [ha giurato](https://www.npr.org/2022/06/30/1108714345/ketanji-brown-jackson-supreme-court-oath-swearing-in?ref=culturewars.it) da prima giudice donna afroamericana della storia della Corte Suprema americana: farà parte della minoranza, ma è un passo avanti importante;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Quasi 400 giornali locali d’America hanno [chiuso](https://www.nytimes.com/2022/06/29/business/media/local-newspapers-pandemic.html?ref=culturewars.it) dall’inizio della pandemia di Covid-19: se ne perdono due a settimana. Ed è un fenomeno che interessa anche l’Italia, dove la stampa più piccola è di fatto estinta da grosso modo un decennio. In entrambi i contesti, significa più spazio per fake news, disinformazione e quant’altro si trova quando sei una persona di una certa età che cerca notizie locali. E di questo deserto, prima o poi, dovremo occuparci;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Perché non fidarsi troppo delle aziende? Perché sono quelle che si piegano quando gli Emirati Arabi Uniti chiedono di limitare i risultati delle ricerche di prodotti Lgbt+, compresi libri e bandiere arcobaleno: così [ha fatto Amazon](https://www.theguardian.com/technology/2022/jun/30/amazon-bows-to-uae-pressure-to-restrict-lgbt-search-results?ref=culturewars.it);

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- L’altra – maledizione, sto per scriverlo di nuovo, *maledizione –* cancel culture: quella dei legislatori di destra nei confronti delle università che non gli vanno a genio: succede [in Idaho](https://www.propublica.org/article/idaho-crt-boise-state-university?ref=culturewars.it) (grazie a Jennifer per la segnalazione);

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- La star del momento è [Cassidy Hutchinson](https://www.washingtonpost.com/national-security/2022/06/28/cassidy-hutchinsons-path-trusted-insider-explosive-witness/?ref=culturewars.it), la giovane aiutante della Casa Bianca che ha gettato una nuova – e francamente inquietante – luce sugli eventi del 6 gennaio 2021, raccontando come Donald Trump abbia cercato di unirsi *in prima persona* ai facinorosi che hanno assaltato il Campidoglio e provato a ribaltare i risultati delle elezioni presidenziali.

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