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# La fine dell’era del kiwi 🥝
- URL: https://www.culturewars.it/kiwi-farms-forum-ban/
- Published: 2022-09-08T04:00:05.000Z
- Updated: 2023-08-22T21:10:01.000Z
- Description: Il «luogo peggiore di internet», Kiwi Farms, è stato bannato dal web. Ma il suo nichilismo disumano rischia di continuare a far danni.
- Author: Davide Piacenza
- Tags: Transgender, Estrema destra

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Fino a pochi giorni fa, Kiwi Farms è stato un forum dedito all’odio rituale, uno di quelli che cercava strenuamente di potersi fregiare del titolo di “luogo peggiore di internet”: secondo i suoi gestori – a partire dal fondatore, l’ex amministratore di 8chan Joshua Moon – aveva 16mila login al giorno, e la sua attività ruotava attorno a uno dei suoi canali, */lolcows*. 

A dispetto del nome dai rimandi ironici, */lolcows* è stato per quasi un decennio (Kiwi Farms è aperto dal 2013) un luogo di molestie mirate e campagne concentrate sul rovinare la vita di una serie di persone – individuate in quanto giudicate dagli utenti «con comportamenti eccentrici che possono essere sfruttati per il divertimento», ipse dixit – che ha anche avuto un ruolo nella decisione tragica di alcune persone di togliersi la vita.

Kiwi Farms è sparito da internet il 4 settembre, quando Cloudflare, il grande provider web che utilizzava, l’ha [bloccato](https://blog.cloudflare.com/kiwifarms-blocked/?ref=culturewars.it) per «imminente e urgente minaccia alla vita umana». Ma per anni ha preso di mira attivisti transgender, femministe, persone neurodivergenti, giornalisti, esponenti del mondo dei videogame, e anche personaggi dell’estrema destra.

La sua fine si deve anzitutto alla lotta senza quartiere di una donna transgender statunitense, Clara Sorrenti – nota online col suo nickname [Keffals](https://twitter.com/keffals?ref=culturewars.it) – la quale nell’ultimo anno è diventata l’obiettivo principale dell’utenza di */lolcows* su Kiwi Farms. La “colpa” di Sorrenti è anzitutto essere una streamer che discute su Twitch le leggi repubblicane a tema Lgbt+: è quel che è bastato a renderla oggetto di richieste coordinate di rimozione del suo canale, oltre che di *[swatting](https://www.repubblica.it/tecnologia/2022/08/18/news/morire%5Fdi%5Fvideogiochi%5Fe%5Fdi%5Fstreaming%5Fcose%5Flo%5Fswatting%5Fe%5Fcome%5Ffunziona-362013450/?ref=culturewars.it)* e di diffusione del suo indirizzo di residenza, il che l’ha costretta a uscire di casa e andare a stare in un hotel per un po’. Quando ha postato una foto del suo gatto sul letto dell’albergo dove si era appoggiata, tuttavia, i frequentatori di Kiwi Farms hanno iniziato a indagare sui copriletti di ogni struttura della zona in cui vive, trovando quella in cui alloggiava e ricominciando a tormentarla, stavolta anche con l’invio di infinite pizze a domicilio a suo nome.

Comprensibilmente disperata, Sorrenti ha attraversato l’Atlantico per fare visita a un’amica a Belfast, in Irlanda del Nord. Ma i suoi molestatori l’hanno seguita anche lì: uno si è presentato con un biglietto pieno di insulti transfobici sulla porta di casa dove risiedeva, ha detto l’attivista. E quando la sua amica si è concessa la leggerezza di postare circa la loro intenzione di provare il poutine – un piatto canadese a base di patate fritte – a Belfast, Kiwi Farms ha recapitato allarmi bomba a tutti i ristoranti della città che lo servivano.

Keffals da tempo fa campagna sui social network per chiedere il blocco del sito di Kiwi Farms, e la fine della sua personale Odissea di abusi: in questi giorni il suo #DropKiwiFarms ha raggiunto risultati migliori delle attese, dopo che nel giro di 24 ore il forum è stato lasciato a piedi non solo da Cloudflare, ma [anche dalla società russa](https://kotaku.com/kiwi-farms-dead-closed-rip-shut-down-russia-telegram-1849498373?ref=culturewars.it) che aveva temporaneamente deciso di assisterlo in sua sostituzione, DDoS-Guard (ironicamente, il fondatore di Kiwi Farms Joshua Moon ha reagito postando su Telegram una lunga lamentela cospirazionista che contiene la frase rassegnata e imperdibile: «Questo meme della Russia che sarebbe un Paese libero è uno scherzo»).

È difficile definire in modo esauriente qual è il collante ideologico di un luogo come Kiwi Farms, che secondo i report ha giocato un ruolo nel suicidio di tre persone vittime del suo stalking sfinente: certo, è stato un covo di omofobi, razzisti, transfobi, incel e varie frange di estrema destra, che ha trovato un suo ruolo anche nella strage di Christchurch in Nuova Zelanda nel 2019\. Ma la sua connotazione va oltre tutte queste categorie – come ha provato a spiegare, in un [intervento](https://defaultfriend.substack.com/p/suicide-by-kiwi-farms) sfumato e controverso, critico anche di Keffals, una donna transgender nera come Taylor Stuckey – e forse l’aspetto più spaventoso è proprio questo: a dominare in queste community è anzitutto un nichilismo radicale, capace di ridere e costruire *layer* memetici sul rovinare la vita di persone scelte a caso.

La vicenda assurda di Kiwi Farms – che ricalca quelle di 8chan, 4chan, Daily Stormer e altri luoghi d’elezione dell’alt-right – porta con sé anche un dibattito complicato: Cloudflare, il gigante di internet che copre *un quinto* della rete globale e ne garantiva il funzionamento, pochi giorni prima di definirlo «una minaccia alla vita umana» aveva dichiarato che l’avrebbe mantenuto online. In un [lungo post](https://blog.cloudflare.com/Cloudflares-abuse-policies-and-approach/?ref=culturewars.it) aveva scritto che:

> Come la compagnia telefonica non ti chiude la linea se dici cose terribili, razziste, bigotte, siamo giunti alla conclusione consultandoci con politici, regolatori ed esperti che interrompere i servizi di sicurezza perché riteniamo deplorevole ciò che pubblichi sia la policy sbagliata.

Eppure ha fatto esattamente l’opposto, per fortuna. Nel mentre il forum di Kiwi Farms aveva iniziato a prendere di mira clienti di Cloudflare che avevano espresso contrarietà alla posizione presa dall’azienda, e quest’ultima ha ceduto alla pressione tornando sui suoi passi.

Kiwi Farms è andato, e non ci sono più sue tracce nemmeno sull’Internet Archive. Difficile però pensare che non torni in qualche forma, o con qualche erede: succede sempre, e ogni volta i provider internet si arrovellano per cercare una definizione decente di “libertà di espressione” con cui giustificare le loro azioni, anche se nella realtà l’«espressione» è già diventata aperta e rivendicata violenza. Keffals, che ha costruito la sua *online persona* sull’esposizione quotidiana degli utenti di Kiwi Farms, ripagandoli con la loro stessa moneta, ha [detto](https://edition.cnn.com/videos/business/2022/09/06/clara-sorrenti-trans-activist-kiwi-farms-troll-site-donie-orig-vpx.cnn?ref=culturewars.it) in un’intervista di queste ore che può pensare di perdonare i suoi stalker seriali: «Non li odio, si sono fatti coinvolgere in un *hate group*».

La sfida è tirare una linea per fare in modo che quegli *hate group*, se proprio continueranno a esistere e mostrare la parte peggiore dell’essere umano che certi meccanismi di internet solleticano, non proliferino più in modo così incontrollato e distruttivo.

## **Altre news dal fronte**

> why did a white woman write a cookbook about dumplings and noodles [pic.twitter.com/RTtyyXdW66](https://t.co/RTtyyXdW66?ref=culturewars.it)
> 
> — roslyn talusan (@roslyntalusan) [August 16, 2021](https://twitter.com/roslyntalusan/status/1427082605426577412?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=culturewars.it)

- La prima altra news di oggi è anche uno spin-off del tema principale. Keffals è protagonista di un diverbio con un’autrice femminista filippino-americana, Roslyn Talusan, che va avanti da un anno: cioè da quando Talusan ha scritto il tweet di cui sopra e Clara Sorrenti le ha [risposto](https://twitter.com/roslyntalusan/status/1545495813127917568?ref=culturewars.it) con un ironico e irreprensibile «*because noodles are tasty*». Ne è nato un gorgo impossibile all’incrocio dell’intersezionalità, per cui francamente non vedo soluzioni all’orizzonte: un anno dopo i fatti Talusan e sostenitori hanno ripreso la risposta di Keffals (nel frattempo impegnata in ben altri problemi, come abbiamo visto sopra) per [tacciarla di razzismo](https://twitter.com/MistressSnowPhD/status/1546201798225981440?ref=culturewars.it) anti-asiatico coperto da «appropriazione di anti-transfobia»; quelli di Keffals hanno accusato Talusan di transfobia e misoginia. E insomma, qui ci vorrebbe una rotonda;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Christian Henson, compositore e co-fondatore di Spitfire Audio, una società londinese attiva nella tecnologia per l’industria musicale, si [«prenderà una pausa»](https://www.musicradar.com/news/spitfire-audio-christian-henson?ref=culturewars.it) (notare l’eufemismo) dal suo ruolo dopo aver postato un tweet di supporto alla scrittrice J.K. Rowling e alle sue idee circa il dibattito sulle persone transgender;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Perché la proposta di revisione costituzionale progressista in Cile si è schiantata su [una percentuale bulgara di “No”](https://www.france24.com/en/americas/20220905-too-much-too-fast-why-chile-s-draft-constitution-was-roundly-rejected?ref=culturewars.it). Micro-riflessione: online c’è una certa tendenza consolidata e *super cool* a parlare dei fantomatici “moderati” come fossero ircocervi, o generici scemi da commiserare; cose che magari sono, ma incidentalmente continuano a comporre la grande maggioranza delle persone che vivono nel mondo reale. Se si vogliono ottenere cambiamenti importanti – e sacrosanti, come per me erano in generale quelli proposti dal presidente Gabriel Boric – tutto suggerisce che si debba agire per gradi, e collettivamente;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Come nasce e cresce una storia non verificata di razzismo: un [thread](https://twitter.com/ac%5Fhutchens/status/1565949355147665408?ref=culturewars.it) interessante e istruttivo.

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