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# Le crociate delle culture wars non tirano più
- URL: https://www.culturewars.it/midterm-trump-guerre-cultura/
- Published: 2026-11-05T07:30:00.000Z
- Updated: 2026-11-05T07:29:59.000Z
- Description: Le elezioni di midterm dicono che le guerre culturali della destra non bastano più agli elettori.
- Author: Martino Mazzonis
- Tags: Stati Uniti, inclusione, Polarizzazione

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In un’[intervista](https://lucysullacultura.com/le-conseguenze-della-guerra-ideologica-in-usa-e-la-crisi-della-democrazia-intervista-a-judith-butler/?ref=culturewars.it) che mi ha concesso qualche settimana fa, Judith Butler, quella che nella narrazione della destra americana è la sacerdotessa dell’«ideologia gender», sintetizza, tra le altre cose, i contenuti di un libro pubblicato nel 2024 (*Who’s Afraid of Gender*, editoreFarrar, Straus and Giroux). Senza farla troppo lunga, l'idea – convincente – di Butler è che l’ideologia gender sia una creatura della destra mondiale che si è nutrita di temi nati negli Stati Uniti, è cresciuta fuori da essi (in Ungheria, Russia, Polonia) ed è tornata prepotentemente in America come **strumento di propaganda e gestione del consenso** da parte del Partito repubblicano. 

Il Grand Old Party ha puntato sui temi etico-morali, dipingendo gli avversari come il male assoluto per decenni, specie per generare consenso in aree lontane dalle città costiere: luoghi in cui funzionavano i discorsi su New York e San Francisco, attraversati da gay parade dove se ne vedono di tutti i colori, bagni che non sai dove andare a fare pipì se hai chiaro a quale dei due sessi (due!) appartieni, e dove l’aborto è non solo legale, ma attivamente incoraggiato.

Questa narrazione, vecchia di decenni, e diventata sempre più centrale nella propaganda repubblicana, e con Trump si sono aggiunti un razzismo esplicito e l’onnipresente racconto di città e frontiere [attraversate da orde di narcos](https://www.reuters.com/world/us/trump-officials-push-immigrant-gang-message-sometimes-dont-back-it-up-court-2025-04-13/?ref=culturewars.it) e stupratori. Anche questi discorsi, non a caso, funzionavano e attecchivano soprattutto lontano dai luoghi in cui erano ambientati.

Il voto di midterm sembra restituirci **uno scenario diverso**. Quella che per me è la sorpresa maggiore è il risultato in alcuni luoghi inattesi come Kansas, South Carolina o il [testa a testa perdente](https://www.nytimes.com/interactive/2026/11/03/us/elections/results-florida.html?ref=culturewars.it) in Florida. Certo, abbiamo visto tanti candidati sbagliati contro quelli giusti, un presidente che ha tenuto il suo ultimo comizio pre-voto parlando dei lavori di ristrutturazione e abbellimento alla Casa Bianca (perché punto nel vivo da Barack Obama, che l’aveva [definita ironicamente](https://www.youtube.com/watch?v=imSvm2moGog&t=148s&ref=culturewars.it) «un negozio della catena Cheesecake Factory disegnato da Saddam Hussein»), le conseguenze della situazione economica e dei raid da stato autoritario dell’ICE. 

Ma, appunto, i democratici vincono tanto in Texas e Kansas quanto in Maine, Ohio e Michigan, cioè fanno bene sia negli Stati cosiddetti *swing* (ovvero contendibili da entrambi i partiti) che in luoghi dove era impensabile vincessero fino a pochi mesi fa.

Non solo: generi, pelle, origini, radicalità non sembrano aver fatto la differenza; governatrici nere e native, rappresentanti socialiste, senatori gay e senatori musulmani, due senatori con posizioni sandersiane come Abdul El-Sayed e Peggy Flanagan. Hanno vinto tutti. Segno che la campagna elettorale repubblicana impostata sul rilancio del pericolo trans/islamo/comunista (con una buona dose di fantasia) non ha funzionato da nessuna parte, se non in aree conservatrici e arrabbiate come la West Virginia e quegli Stati del Sud dove il potere bianco e razzista, unito a quell’assenza di migrazioni interne legate al dinamismo economico, ha lasciato la società simile a quella degli anni Sessanta.

Decenni di guerre religiose: le *culture wars* che danno il nome a questa newsletter hanno funzionato in un Paese **dove le trasformazioni sociali si accompagnavano a quelle economiche**. La destra ha saputo coniugare e collegare il disagio prodotto dalla chiusura delle fabbriche nel Midwest, le grandi trasformazioni determinate dalla globalizzazione e dall’ascesa della Cina, alle trasformazioni culturali e sociali.

Le due cose procedevano di pari passo ed erano, nella propaganda, il prodotto dei globalisti che abitano sulle coste e guadagnano bene, quelli per cui non esistono generi e che fanno lavori che non si sa nemmeno cosa siano. Poi qualcosa si è inceppato. L’onda lunga dei redditi stagnanti, che di colpo è diventata parte del discorso mainstream dopo essere rimasta sotto traccia per almeno vent’anni, e poi la vicinanza dell’attuale governo con gli oligarchi (in primis quelli che raccontano che la cosa che li fa guadagnare oggi potrebbe [condurre alla fine dell’umanità](https://www.theguardian.com/technology/2026/sep/15/could-ai-really-wipe-out-humanity-and-hijack-the-internet?ref=culturewars.it)), hanno cambiato le carte sul tavolo. 

Negli Stati governati dai repubblicani le costituzioni sono già state cambiate per determinare che l’embrione è un essere umano, i libri *woke* e vicini alla presunta *teoria* *gender* sono [scomparsi dalle biblioteche](https://www.theguardian.com/us-news/2025/apr/01/new-book-bans-library-schools?ref=culturewars.it) e i dieci comandamenti sono stati [affissi nelle scuole](https://www.washingtonpost.com/religion/2026/11/02/ten-commandments-texas-classrooms-how-schools-are-dealing-with-law-requiring-them/?ref=culturewars.it). Ma i redditi sono rimasti dove erano e i costi dell'assicurazione sanitaria sono cresciuti, assieme a quelli dei mutui.

È presto per dirlo, e gli Stati Uniti ci hanno stupiti – in positivo e negativo – molte volte prima d’ora, ma l’impressione è che quel discorso abbia esaurito la sua capacità di convincere; le persone che hanno votato in queste ore vogliono risposte, e non una narrazione che conforti le proprie paure o convinzioni.

I repubblicani hanno [speso quasi duecento milioni](https://apnews.com/article/transgender-ads-midterms-republicans-cultural-economic-issues-5c43cf231930a02c1f51b7ddcd8d9448?ref=culturewars.it) di dollari in spot elettorali che parlavano di persone transgender: una spesa che chiaramente è servita a poco. E che ora rischia di mostrare al mondo intero che il giocattolino si è rotto.

Gli evangelici continueranno a votare contro l’aborto e qui e là regaleranno qualche Stato ai repubblicani. Ma forse è l’ultima volta, almeno per qualche anno, che vedremo campagne elettorali fondate sul simbolo da incollare sulla porta di un bagno. 

![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2026/09/Altre-News-dal-Fronte.png)

- Google ha [annunciato](https://www.theverge.com/tech/1025411/google-turn-off-search-ai-features?ref=culturewars.it) che le scuole che non abiliteranno le sue funzionalità di IA perderanno anche l’accesso a Google Search;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Stonewall, oggi. Il Guardian ha [intervistato](https://www.theguardian.com/society/2026/nov/01/progress-takes-time-stonewall-ceo-on-turning-down-the-heat-on-the-trans-debate?ref=culturewars.it) Simon Blake, amministratore delegato della storica organizzazione britannica per i diritti Lgbt+;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Cortocircuito: le influencer *tradwives* – cioè donne casa-e-chiesa, riassumendo – stanno [abbandonando il loro stesso movimento](https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2026/nov/04/why-tradwives-are-fleeing-the-movement-i-cant-undo-my-past-but-i-can-warn-other-women?ref=culturewars.it).

[![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2026/09/Abbonati-alla-Culture-Wars.png)](https://www.culturewars.it/membership/)

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