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# Dolcetto o Musketto? 🎃
- URL: https://www.culturewars.it/musk-twitter-halloween/
- Published: 2022-11-04T06:40:43.000Z
- Updated: 2023-08-22T21:13:56.000Z
- Description: Storie di tizi a caso che gettano caramelle e miliardari folli che rovinano piattaforme.
- Author: Davide Piacenza
- Tags: Twitter/X, Conservatori

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## Come rubare le caramelle ai bambini

È da un po’ che non ci occupiamo di storie *what the fucking hell* provenientida quel mondo fatato e infestato da miliardari fuori di senno che è Twitter, ma quella di oggi ci farà recuperare terreno (purtroppo, si intende). 

La mattina di Ognissanti, la professoressa di filosofia dell’Università di Chicago Agnes Callard ha postato questo tweet:

> 9yo: mama you DIDN'T throw out the halloween candy?!---  
>  
> \[background: we have a halloween tradition where after the kids go to bed, I throw all their candy in the garbage. The next morning, they are filled with rage.\]  
>  
> \---thank you SO much!!! \[hugs & kisses\]  
>  
> Reader, I forgot.
> 
> — Agnes Callard (@AgnesCallard) [November 1, 2022](https://twitter.com/AgnesCallard/status/1587430021437833218?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=culturewars.it)

Beh, sappiamo tutti l’inglese: in buona sostanza, dice Callard, una «tradizione di Halloween» della loro famiglia vuole che lei prenda le caramelle faticosamente racimolate dai suoi figli in maschera e le getti via quando loro se ne vanno a dormire, *kaputt*. 

Una tradizione assai strana da condividere col grande pubblico, intendiamoci. E poi: la filosofa scherzava? Non scherzava? La prima volta che ho letto il messaggio mi è parso evidente che fosse ironico, ma poi lettura dopo lettura ho iniziato a convincermi che forse non lo era. Insomma, boh.

Ma lasciamo da parte gli intenti, perché gli effetti sono più interessanti: centinaia, e poi migliaia, e poi decine di migliaia di persone si sono improvvisamente messe a discutere di ciò che questa donna fa la sera di Halloween coi bon bon gommosi dei suoi bambini. E non solo! Colleghi professori e studenti hanno iniziato a postare storie che la mettono in cattiva luce, tipo queste. 

> She once gave a talk at an undergrad conference on love, and as part of the talk mentioned that she fell in love for the first time a few months ago, while her husband who she had 3 kids with was in the audience. The person she fell in love with was a grad student in her dept. [https://t.co/NVOrI6OZo5](https://t.co/NVOrI6OZo5?ref=culturewars.it)
> 
> — Leif Hancox-Li, PhD (@struthious) [November 2, 2022](https://twitter.com/struthious/status/1587813010529296384?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=culturewars.it)

> Fun fact Jorts: this is the professor best known for crossing a picket full of struggling University of Chicago grad workers and justifying it as a “philosophical emergency”. This is therefore and unsurprising turn. Cruelty to workers—> cruelty to children. Checks out.
> 
> — A.V. (Alex) Marraccini (@saintsoftness) [November 2, 2022](https://twitter.com/saintsoftness/status/1587597016867418112?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=culturewars.it)

Qualche risposta al tweet di Callard ha osservato che comportamenti analoghi da parte dei genitori gli hanno [causato](https://twitter.com/mister%5Fharder/status/1587584007633510404?ref=culturewars.it) disordini alimentari duri a morire; altri hanno [parlato](https://twitter.com/OHSCHOOLBONDS/status/1587523503955271683?ref=culturewars.it) nientemeno che di «*child abuse*»; altri ancora (diciamolo pure: i migliori) sono andati a spulciare anni di tweet della filosofa per cercare [evidenze](https://twitter.com/heathdwilliams/status/1587547426503757827?ref=culturewars.it) di sottrazione indebita di glucosio infantile.

Ma più in generale, sono le proporzioni assunte dalla vicenda a risultare completamente incredibili per chi non frequenta Twitter, e insieme rivelatorie di che cosa sono, in buonissima parte, i social media oggi. Perché tutta questa gente all’improvviso ha puntato il dito su una tizia random che passava di lì, finendo per renderla il centro di un caso a cui dedicare toni da guerra mondiale per giorni interi?

Osservare in diretta lo svolgersi di vicende come quella di Agnes Callard è come entrare nel motore di una macchina impazzita, creata appositamente per bruciare il motore e rendersi ingovernabile. Beninteso, se non scherzava – oppure scherzava? Boh – la professoressa è davvero una madre stronza, e una prece per quei bambini: ma... tutte quelle accuse? Quella bile? Quella prosopopea? E che c’entrano i sindacati universitari? O con chi ha scopato? O cosa ha scritto una volta [del film *Joker*](https://twitter.com/cob%5Fis%5Fonline/status/1587525789960081409?ref=culturewars.it)?

È il solito discorso: quella sempiterna, avvolgente, inarrestabile follia quotidiana che prendiamo per buona, senza farci troppe domande. Un delirio distorcente che per molti chiusi al suo interno – e questo è il dettaglio che trovo più inquietante – va considerata una normalità giusta: *togli i Ciucci Frizz ai tuoi figli? Aspettati conseguenze da internet.* Beh, che dire? Okay. 

## Il troll più potente del mondo

Ecco, non so se sai (*eh eh*), ma Elon Musk si è comprato Twitter, si è presentato nella sua sede imbracciando [un lavandino](https://twitter.com/elonmusk/status/1585341984679469056?ref=culturewars.it), ha dichiarato di voler licenziare metà dei dipendenti della piattaforma e poi ha prontamente iniziato a condividere [brutti meme](https://twitter.com/elonmusk/status/1587894226695884800?ref=culturewars.it) che sembrano usciti da un forum dell’alt right per difendere la sua scelta di far pagare all’utenza 8 dollari mensili per la famosa spunta blu accanto al nome (io ce l’ho da dieci anni. Mi ha mai cambiato qualcosa? No).

Insomma, sì: l’uomo è completamente pazzo. Ma ora, incidentalmente, è anche il troll più potente del mondo: dietro le sue [lettere](https://twitter.com/elonmusk/status/1585619322239561728?ref=culturewars.it) di grande tatto agli inserzionisti per implorarli di non andarsene – obiettivo che per ora sembra [lontano](https://www.ft.com/content/17281b81-b801-4a8f-8065-76d3ffb400fa?ref=culturewars.it) dal venire centrato – Musk ha sposato apertamente una definizione di *free speech* insieme fuorviante e subdola, rendendo la di per sé nobile libertà di espressione poco più che la *sua* libertà di fare il bello e il cattivo tempo (il Washington Post ha [parlato](https://twitter.com/WillOremus/status/1588164519901204480?ref=culturewars.it) di una «nuova cultura di segretezza e paura» nella sede di Twitter). E ha aperto le danze del nuovo corso [diffondendo](https://twitter.com/anildash/status/1586720171397419011?s=20&t=34sPNvLeqWfu0i3RkvSUTg&ref=culturewars.it) una terribile fake news sull’aggressione al marito della speaker della Camera Nancy Pelosi.

Ce n’è abbastanza per prendere armi e bagagli e fare ciao ciao a Twitter, come qualcuno sta facendo. Ma non è detto che il giochino di Musk gli riesca ancora a lungo. Nel suo bell’articolo “[*Welcome to hell, Elon*](https://www.theverge.com/2022/10/28/23428132/elon-musk-twitter-acquisition-problems-speech-moderation?ref=culturewars.it)”, Nilay Patel ha scritto, rivolgendosi direttamente al folle Elon:

> Puoi fare tutte le promesse sulla «libertà di parola» che desideri, ma la noiosa realtà è che dovrai comunque vietare un mucchio di parole legali se vuoi fare soldi. E quando inizierai a farlo, i tuoi nuovi inquietanti fanboy di destra si rivolteranno brutalmente contro di te.

Elon Musk è abituato a pensare a razzi che vanno su Marte e auto che si guidano da sole, ma un grande social network è un’altra cosa: significa mediare, sedersi per testimoniare di fronte al Congresso, trattare con governi dittatoriali e liberticidi, e aggiornare repentinamente le politiche di moderazione. Scontentando sempre tutti. Lui sarà pronto a farlo? Le sue aziende saranno pronte a subire i contraccolpi delle sue sortite twitteriane? Per ora ha dimostrato soltanto di avere tanto tempo da perdere, proprio come gli altri.

## **Altre news dal fronte**

- La produzione teatrale non binaria di Romeo e Giulietta che è stata [accusata](https://twitter.com/Noahpinion/status/1587729926794358784?ref=culturewars.it) di antisemitismo (non chiedermi altro);

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Negli Stati Uniti si parla di *affirmative action*, che mira a promuovere le quote di minoranze meno rappresentate nelle università. Ne parleremo meglio, ma intanto ecco [questo op-ed](https://www.nytimes.com/2022/11/01/opinion/affirmative-action-asian-american-bias.html?ref=culturewars.it) pubblicato dal New York Times secondo cui gli studenti asiatici-americani di Harvard «potrebbero anche aver beneficiato del loro status razziale molto prima di presentare la domanda di iscrizione».

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