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# Le ragazze stanno litigando
- URL: https://www.culturewars.it/trump-musk-litigano/
- Published: 2025-06-06T10:37:47.000Z
- Updated: 2025-10-01T14:23:48.000Z
- Description: Trump e Musk se le danno di santa ragione: fine di una leggendaria (e terribile) bromance.
- Author: Davide Piacenza
- Tags: Elon Musk, Stati Uniti, Shitstorm

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Il pomeriggio dell’11 marzo, sul prato sud della Casa Bianca, un passeggero speciale si è [infilato](https://www.msnbc.com/rachel-maddow-show/maddowblog/trump-turns-white-house-lawn-car-lot-megadonor-musk-rcna196000?ref=culturewars.it) in una nuova e fiammante Tesla Model S, mentre il suo fido braccio destro, comodamente seduto accanto a lui, spiegava ai cronisti accorsi sul posto che «il presidente merita la miglior tecnologia americana».   
  
I due si chiamavano – e si chiamano ancora – rispettivamente Donald Trump ed Elon Musk, e la loro tempestosa bromance è diventata l’ago della bilancia degli Stati Uniti.

La scenetta in favor di obiettivo di marzo – un capo di Stato seduto accanto al tycoon che più di ogni altro ha sostenuto la sua vincente campagna elettorale presidenziale – sanciva l’apice simbolico di una luna di miele entrata nel vivo l’anno precedente, quando Musk aveva investito quasi trecento milioni di dollari in super PAC Repubblicani e aveva rimodulato l’algoritmo di X per amplificare voci pro-MAGA e mettere il silenziatore ai profili di sinistra.

Il sostegno di Musk non è mai stato solo pecuniario: durante l’autunno 2024 Musk aveva accompagnato Trump in [comizi salterini](https://www.youtube.com/watch?v=sCd3xu7OiHc&ref=culturewars.it) rimasti a modo loro iconici, trasmesso molti altri appuntamenti di *Trumplandia* in diretta su X, e soprattutto fornito un’infrastruttura digitale (ovvero dati, *reach* e *trending topic*) a cui nessun partito tradizionale avrebbe mai potuto ambire. Franklin Foer, sull’*Atlantic*, aveva [definito](https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2025/05/trump-defund-schools-research-republicans/682742/?ref=culturewars.it) Musk **«un Deep State privato»**, e aveva ragione: nessuno come lui è un provider di potere capace di unire le infrastrutture strategiche (quelle di Starlink e SpaceX) e i canali di comunicazione di massa.

Non a caso, il giorno dell’insediamento Trump ha ricompensato il suo strambo mecenate col Department of Government Efficiency, alias **DOGE**, rendendolo un “amministratore straordinario” *extra moenia* con accesso ai dati del governo federale. Un banco di prova in grande stile per l’idea muskiana di snellire lo Stato a colpi di codice, ma soprattutto uno scambio di favori di cui ha fatto le spese lo stato di diritto: in meno di cento giorni i tecnici arruolati da Musk – spesso senza alcuna esperienza o ruolo pubblico precedente – hanno messo le mani su fondi sanitari, fiscali e previdenziali, licenziato migliaia di funzionari e rivendicato risparmi miliardari, [generando disastri](https://www.wired.it/article/doge-senza-musk-seconda-fase/?ref=culturewars.it) a non finire e di fatto privatizzando il potere esecutivo.

Poi però è arrivato il conto. Col cosiddetto “**One** **Big Beautiful Bill**” (sic), maxi-manovra di Trump che, [tra le altre cose](https://www.bbc.com/news/articles/c0eqpz23l9jo?ref=culturewars.it), taglia gli incentivi ai veicoli elettrici, ed è passata in questi giorni al Congresso, Trump ha colpito proprio l’industria più cara a Musk.

Il fondatore di Tesla si è scagliato contro la legge, definendola su X «un abominio», ha minacciato di boicottare i deputati Repubblicani che l’avessero votata. Poi, facendo seguito a mesi di retroscena di maretta a palazzo, ha lasciato la guida del DOGE. Il presidente ha reagito mettendo in dubbio l’affidabilità dei modelli Tesla e ventilando l’ipotesi di sciogliere i contratti federali tra NASA e SpaceX (nonché [precisando](https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/114632205177163456?ref=culturewars.it) che «nessuno» tranne l’ex amico voleva misure pro-auto elettriche); Musk, dopo aver rincarato la dose sulla NASA, gli ha sobriamente dato del pedofilo; Wall Street ha punito il titolo Tesla e la frattura è diventata irreversibile e pirotecnica.

> Time to drop the really big bomb:[@realDonaldTrump](https://twitter.com/realDonaldTrump?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=culturewars.it) is in the Epstein files. That is the real reason they have not been made public.  
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> Have a nice day, DJT!
> 
> — Elon Musk (@elonmusk) [June 5, 2025](https://twitter.com/elonmusk/status/1930703865801810022?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=culturewars.it)

La crisi dei due ex innamorati in camporella sulla Tesla – un botta e risposta incrociato e isterico tra Truth Social e X, con Musk che ricondivide meme su Epstein e Trump che minaccia indagini antitrust – è la cartina di tornasole del punto di non ritorno dell’oligarchia tech a Washington. Ezra Klein [parla](https://www.theguardian.com/media/2025/apr/02/ezra-klein-on-trump-vance-and-free-speech-it-feels-like-we-are-in-one-of-the-darkest-imaginable-timelines?ref=culturewars.it) già da mesi di «competizione per la realtà percepita», dove piattaforme e potere politico si sfidano non sul piano legislativo, ma **sul filtro mediatico** attraverso cui i cittadini comprendono le leggi. Il *Washington Post* ha [notato](https://www.washingtonpost.com/opinions/2025/06/05/musk-trump-twitter-truth-social-fight/?ref=culturewars.it) che Musk «scopre adesso ciò che ogni grande donatore prima o poi impara da sé: Trump non è un investimento, ma un rischio permanente».

La politica statunitense funziona con regole spietate, ma che fino ad oggi erano rimaste più o meno fisse: i politici si comprano coi milioni, ma poi ricambiano i favori. Musk forse pensava di aver acquistato un presidente, ma ha ricevuto un tizio che rivende se stesso al miglior offerente ogni ventiquattr’ore, e cambia idea tre o quattro volte al giorno.

Il risultato è che oggi, in uno stato di cose senza precedenti, un oligarca digitale altrettanto instabile **dispone di database federali e di un canale social planetario** da cui può modulare l’agenda pubblica (o, se serve, sabotarla in grande stile, appunto). Se Musk domani decidesse di “abbassare il volume” di un’istituzione critica, o di prendere di mira alcuni suoi appartenenti, chi potrebbe farci qualcosa?

Con una battuta fulminante, **Alexandria Ocasio-Cortez** ha [commentato](https://www.tiktok.com/@sheajordansmith/video/7512663668073614638?ref=culturewars.it) il redde rationem intra-Trump con un già epico «oh cavolo, le ragazze stanno litigando, vero?». È una boutade fino a un certo punto, però, nella misura in cui non solo le persone comuni, ma anche i ricchi e i potenti oggi rimangono invischiati nello stesso loop di reaction, meme e shitstorm che una volta inghiottiva forum di nicchia e cospirazionisti fuori di testa. L’algoritmo è diventato la forza primaria che riscrive gli archi costituzionali, e che influenza le già fragili (diciamo così) personalità al potere a Washington.

Ho controllato: nel mio piccolo avevo scritto già a febbraio che fra questi due non sarebbe potuta durare troppo. E non è che sia stato l’unico facile profeta in tal senso, intendiamoci. Ma la lite Musk-Trump non è solamente una questione di **compatibilità fra due ego giganteschi**; è una faida che tocca la permeabilità della democrazia Usa a capitali privati fatti di server, satelliti e dati sensibili di milioni di cittadini.

Se l’alleanza di convenienza fra un presidente uber-populista e il suo «*first buddy*» (così come si è autodefinito, in modo sempre imbarazzante) high-tech è crollata in poche settimane, il vuoto che lascia non è un divertissement di gossip, ma una falla aperta nello scafo della sicurezza istituzionale.

Finché un singolo proprietario di grandi aziende potrà riscrivere gli algoritmi che strutturano il dibattito pubblico – e non solo vantarsi di aver reso possibile una vittoria elettorale, ma anche chiederne il conto – ogni campagna si giocherà su un terreno che non appartiene più alla democrazia, ma al suo padrone di turno.

In un mondo che affida la propria opinione pubblica a chi controlla i feed e i discorsi che instradano nelle nostre giornate, la domanda non è se la democrazia sopravviverà a due ego ipertrofici in lotta: è se riuscirà a sopravvivere **al modello di business che li ha armati**.

## ****Altre news dal fronte**

- Per intanto: [per favore Democratici](https://www.washingtonpost.com/opinions/2025/06/02/democrats-jargon-intersectionality-justice-involved-woke/?ref=culturewars.it), «provate a essere normali», abbandonando gerghi elitari e imperscrutabili;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- Come si risponde a polemiche cretine e pedanti sui casting e le minoranze: l’attrice nera[Cynthia Erivo](https://www.thewrap.com/cynthia-erivo-reacts-jesus-chris-superstar-casting-outrage/?ref=culturewars.it) e il suo *Jesus Christ Superstar*;

![](https://davidepiacenza.it/wp-content/uploads/2023/03/divisore2.png) 

- *The Elder Scrolls* in mano a donne: ma [dove andremo a finire](https://www.thepinknews.com/2025/05/29/the-elder-scrolls-iv-women-devs-woke/?ref=culturewars.it), signora mia!

[![](https://storage.ghost.io/c/85/35/85355599-1607-4b1c-946f-b59536e77681/content/images/2025/03/Progetto-2024---presentazione--1500-x-500-px---3-.png)](https://www.culturewars.it/membership/)

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